Che Troia

27 agosto 2018 in Racconti

Perché sei sempre l’ultimo a scoprire quando tua moglie sta scopando in giro, e sempre col tuo famoso migliore amico? Nel mio caso, rende meglio l’idea parlare al plurale.
Se descrivo Rosa, si capisce perché gli uomini la trovano così attraente. E’ alta 1,65, ha lunghi capelli ramati e gli occhi verdi, anche se non è proprio snella non è neanche grassa, solo piacevolmente proporzionata e le sue migliori risorse sono le sue belle tette, una quarta abbondante e le lunghe gambe formose. Ha una personalità spumeggiante e ama particolarmente flirtare.
Mi è capitato di scoprire la sua relazione con una telefonata anonima al lavoro un giorno, che mi diceva di “andare a casa subito”. Già dalla porta d’ingresso potevo sentire i suoni del nostro letto che scricchiolava e Rosa che urlava oscenità. Salii silenziosamente le scale e corsi in camera da letto proprio mentre Paolo, un cosiddetto amico, era impegnato a pompare mia moglie già piena di sperma.
Nella mia rabbia lo presi per le gambe, e lo gettai nudo giù per le scale e fuori dalla porta principale, tirando i suoi vestiti da una finestra al piano di sopra pochi minuti dopo. Quando tornai in camera da letto vidi Rosa sdraiata sul letto con le calze nere, le giarrettiere e i tacchi 12 che le comprai per Natale. Le sue gambe erano ancora spalancate e un rivolo di sperma fresco le scorreva lungo la coscia verso il trapunta: era bianca come una morta e tremava dalla testa ai piedi.
L’ho chiamata una fottuta troia tra le altre cose e ho chiesto di sapere quante volte l’aveva scopata. Lentamente la storia è emersa e attraverso le lacrime ha iniziato a confessare di altri uomini che l’hanno fottuta. Per tutto il tempo in cui ha parlato, ero in piedi alla fine del letto e guardavo fisso in avanti e prima che me ne rendessi conto, il mio cazzo era diventato durissimo. Ha iniziato a implorarmi di perdonarla, promettendo che non sarebbe successo di nuovo. Ho camminato intorno al letto e l’ho afferrata per i capelli e dicendole: “Se ti piace il cazzo così tanto, succhiati questa fottuta puttana” e le ho ficcato il mio arnese in gola. A lei non dispiaceva succhiare il cazzo ma non mi avrebbe mai permesso di venirle in bocca, ma, beh, ho subito cambiato tutto e mi sono divertito a guardarla soffocare mentre tenevo la sua bocca incollata al mio cazzo e sparavo quelli che sembravano litri di sperma in gola.
Dopo che lo shock iniziale si era esaurito, ci siamo seduti e abbiamo parlato. Mi ha detto che tutto è iniziato quando Paolo ha chiamato un giorno e l’ha trovata a prendere il sole in topless in giardino. Aveva già bevuto una bottiglia di vino e si sentiva davvero irritabile. Una cosa ha portato a un’altra e lei ha finito per farsi scopare sul prato. Dopo quel fatto, Paolo iniziò a presentarla ad alcuni dei suoi amici e prima che lei se ne rendesse conto, stava scopando con tutti loro.
A questo punto lei tacque, come se ci fosse qualcosa di ancora peggio, che lei non mi stava dicendo. “Vai avanti” ho detto, “sputa fuori il resto”. “Tommaso mi ha visto scopare con Paolo nel giardino” disse lei in lacrime.
Tommaso è un vecchio sulla cinquantina che vive a due case di distanza. Era un vero rompicoglioni. Prima che sua moglie lo lasciasse, avevamo assistito in diverse occasioni a quando arrivava a casa ubriaco e iniziava a inveire contro di lei, prima di buttarla fuori di casa. La povera donna era sempre coperta di lividi e sei mesi prima aveva fatto le valigie e se n’era andata.
Sembra che ora, da quando ha visto mia moglie scopare in giardino, Tommaso stesse facendo di peggio, e faceva continuamente commenti piccanti ogni volta che la vedeva. In un’occasione l’aveva persino chiamata a casa, e suggerendo che le sarebbe piaciuto provare un vero uomo.
Che situazione. Potevo fare una delle due cose: divorziare dalla piccola troia o sfruttarla al meglio. Ho scelto quest’ultima. Lei era ancora vestita solo con le autoreggenti e i tacchi alti, e mentre parlavamo tutto quello che potevo fare era immaginare nella mia mente Paolo che stringeva le sue chiappe mentre si scopava la sua fica vogliosa.
Ero ancora molto arrabbiato a questo punto, ma vederla vestita come una puttana e sentire tutte queste storie stava avendo il suo effetto e stavo lentamente formulando un mio piano. Tirandola bruscamente in piedi, le dissi che stavamo andando a fare una piccola passeggiata. Cercò di allontanarsi ma io le tenni il braccio più stretto e la guidai giù per le scale e verso la porta sul retro. “Non posso andare fuori così”, ha pianto. “Perché no?” Dissi, “sembra che metà del fottuto quartiere ti abbia già visto così, non me ne frega niente”.
Senza ulteriori resistenze, Rosa attraversò la porta e si fermò in giardino. Anche se era il tramonto, chiunque guardasse dalla propria finestra avrebbe avuto una visione chiara. Mentre camminavamo verso il cancello in fondo al giardino, le ho fatto tenere le sue braccia lungo i fianchi, così chiunque guardasse avrebbe avuto una visione chiara delle sue tette e della fica. Attraversammo il cancello e proseguimmo lungo il vialetto, finendo nel giardino di Tommaso, con i suoi tacchi alti che scricchiolavano sull’asfalto.
A quel punto aveva ricevuto il messaggio e cercava disperatamente di tornare indietro. “Per favore” pregò, “non Tommaso, non posso farlo con lui, per favore, è solo un vecchio sporco, e odia le donne”. Prendendo il sopravvento, ho detto, “tesoro, o fai come dico io o fai le valigie e vai a fanculo”. Comprendendo che lo intendevo, abbassò docilmente la testa e disse “cosa vuoi che io faccia”. “Stai andando a bussare alla porta di Tommaso e quando lui risponde gli dici che vuoi essere la sua puttana per la notte”. Fece una faccia impagabile. Mentre si avvicinava alla porta, mi implorò di non farlo, ma la spinsi semplicemente avanti.
Bussò leggermente alla sua porta e rimase lì a tremare nell’aria fresca della notte. I suoi capezzoli sporgevano duri, e mentre rabbrividiva le sue tette si muovevano come due grossi budini. Non ottenendo risposta si voltò per andarsene, la spinsi in avanti e sbattei forte sulla porta. Dopo un altro paio di colpi, la luce della cucina si accese e la porta si spalancò.
“Che cazzo vuoi?” Disse una voce leggermente ubriaca. Davanti a me c’era un uomo sulla cinquantina, non rasato e puzzolente. Indossava un vecchio paio di pantaloni da lavoro ed era nudo dalla vita in su. Mentre si concentrava su Rosa, il suo atteggiamento cambiò drasticamente. “Bene, bene, bene”, quasi sogghignò, “è la piccola puttana da strada”. Poi, rivolgendosi a me, mi chiese cosa stava succedendo. “Meglio chiedere alla troia”, dissi. I suoi vecchi occhi si illuminarono e entrambi ci girammo a guardare Rosa. Quasi sussurrando e guardando il terreno, lei disse: “Voglio essere la tua puttana per la notte”.
Il vecchio Tommaso non poteva credere alla sua fortuna e mi guardò come per una conferma. “Pensavo che fosse ora che dessi alla piccola puttana una lezione” dissi, “è troppo per te?”. A questo le ho afferrato le tette e le ho spinte in avanti verso Tommaso. “Meglio entrare” disse lui afferrandola brutalmente dai capezzoli e trascinandola in cucina. “Allora, vuoi essere la mia puttana per la notte?” Disse spingendola brutalmente contro il muro. “Vediamo quello che hai da offrire”. Con questo si piegò in avanti prendendo un capezzolo in bocca, e allo stesso tempo allargandole le gambe e infilando due dita nella fica già ben usata. “E’ stata fottuta di nuovo e da poco mi pare,” disse, estraendo le dita viscide dalla sua fica e ficcandogliele in bocca. Lecca, troia.
La condusse in una squallida stanza sul davanti e la fece stare lì mentre le passava le mani dappertutto. “Ama il cazzo questa puttanella” disse guardandomi, “l’ho vista fottere con parecchi di loro mentre sei al lavoro”. Gli dissi velocemente che cosa era successo e che da quel momento in poi avrebbe potuto sollazzarsi con lei ogni volta che ne aveva voglia. Improvvisamente, Tommaso schiaffeggiò Rosa con violenza sulle chiappe, facendola urlare dal dolore e le sue natiche divennero di un rosso acceso. “Ti piace, vero?” Disse, sculacciandola di nuovo.
Poi le afferrò i capelli e la costrinse a inginocchiarsi di fronte a lui. Rosa fissava direttamente il suo pacco mentre Tommaso si slacciava lentamente i bottoni sulla patta. Ciò che mi ha sorpreso è che il cazzo di Tommaso era enorme, anormale sia per lunghezza che per circonferenza. “Ti avevo detto che avevi bisogno di un vero uomo” sorrise, spingendo i primi centimetri nella sua bocca.
E’ stato fantastico guardare Rosa vestita solo con calze e tacchi alti, soffocata da un grosso cazzo forzato tra le sue labbra rosso rubino. Tenendole la nuca con una mano e un capezzolo con l’altra, Tommaso lentamente spinse sempre di più il suo cazzo in bocca finché alla fine lei si soffocò così violentemente che dovette ritirarne un po’. Pensavo che si sarebbe scaricato in bocca, ma lui aveva altre idee.
La tirò in piedi e la spinse in una vecchia poltrona. Poi fece posare una gamba su ciascuno dei braccioli, spalancandole. “Gioca con la tua fica, troietta”, ordinò, e si mise vicino a lei segandosi mentre giocava con la sua fica. Si inginocchiò davanti a lei e lentamente le fece scivolare dentro il suo grasso cazzo mentre continuava a strofinare la sua clitoride. Rosa chiuse gli occhi e iniziò a piagnucolare mentre si infilava ancora di più dentro di lei. Io guardavo le labbra della sua fica tirate da questo enorme pistone. Mentre usciva, si aggrappavano alla sua asta lasciando sopra una mano di sperma. Tommaso continuò ad andare dentro e fuori finché alla fine tutta la sua verga fu sepolta fino in fondo.
L’ha scopata a lungo, tirandole le tette e chiamandola troia, puttana, vacca e qualsiasi altro epiteto a cui potesse pensare. Inizialmente, Rosa emise lo strano pianto o piagnucolio come se la stesse ferendo, ma dopo alcuni minuti di penetrazione totale stava abbinando le sue oscenità a molte delle sue. “Oh, sì, spingi quel grosso cazzo nella mia fica”, “dai, vecchio bastardo, pensavo che avessi intenzione di mostrarmi ciò che un vero uomo sa fare”. Tommaso ha iniziato a scoparla più forte e guardandomi ha detto: “Cristo, lei è davvero una piccola troia, vero?”.
Ritirando il suo cazzo, le ordinò di mettersi per terra a quattro zampe e iniziò a prenderla alla pecorina. Mi sono inginocchiato dall’altra parte e lei ha aperto con entusiasmo la bocca per il mio cazzo già in tiro. Non durai a lungo e presto le riempii la bocca per la seconda volta quel giorno. Appena venuto io, Tommaso grugnì e sparò su il suo carico nella sua fica vogliosa.
Poi la fece sedere di nuovo sulla sedia con le gambe aperte, e le fece estrarre il suo sperma dalla fica con le dita e poi mangiarselo. Ho davvero pensato che si sarebbe ribellata a questo, ma mi sbagliavo, e lei si è anche offerta volontaria per leccare il cazzo di Tommaso e pulirlo per bene. Non era sicuramente la dolce innocente Rosa che avevo sposato.
Siamo rimasti per la notte, ho guardato e ho aiutato Tommaso a legarla con le gambe aperte al suo vecchio e squallido letto e lui l’ha scopata con qualsiasi cosa a portata di mano compreso un cetriolo. Le è piaciuto tutto, ma specialmente il suo cazzone.
Dissi a Tommaso che d’ora in poi avrebbe potuto fare ciò che voleva, purché non comportasse alcun danno fisico. Mi prese in parola. Tornavo spesso a casa e trovavo Tommaso e una volta anche due dei suoi vecchi amici del bar che se la scopavano di gusto. L’ha fatta vestire come una vera puttana e dopo averla fatta sfilare per il giardino, l’ha data ai suoi amici. Carlo e Marietto erano di un’età simile a Tommaso, entrambi erano ricoperti di tatuaggi e, sebbene non fossero così ben forniti come Tommaso, potevano ancora mantenere un’erezione ragionevole e sapevano esattamente cosa farsene. Tutti e tre se la sono scopata e si sono fatti succhiare il cazzo tutta la notte, anche quando non ce la facevano più. A Rosa è piaciuto da matti, è diventata una vera piccola puttana.
Ho iniziato a farle mettere abiti provocanti e rivelatori, portandola in discoteche dove poteva far vedere le sue tette o la fica pelata ad altri uomini. A volte finiva con lei che invitava il fortunato ragazzo a casa, dove ce la saremmo entrambi scopata a morte. La mia situazione preferita era quando viaggiavo in autostrada, le facevo indossare un vestito con una cerniera frontale e la sua biancheria intima sexy nera, e stivali ad altezza coscia. Sarebbe stata costretta a sedersi con le gambe divaricate e le sue tette che si mostravano ai camionisti mentre passavamo. È stato in una di queste occasioni che si è fatta la scopata della sua vita.
Stavamo viaggiando verso casa lungo l’autostrada quando abbiamo passato un camion da trasloco. Guardando la signora sexy nella berlina, l’autista era così scioccato che si è quasi schiantato sul guard rail. Ho guidato al passo con lui per un po’, permettendo a lui e ai suoi compagni di avere una buona visuale e ha anche fatto alzare Rosa il suo abito corto sopra la vita per mostrare la sua fica mentre la toccava.
Qualche kilometro più avanti decidemmo di fermarci per una breve sosta. Finito il mio drink, lasciai Rosa seduta al tavolo e mi diressi verso il bagno degli uomini. Ero a metà della mia pisciata quando una voce ha detto “guarda cosa ha fatto la tua signora”. Era il ragazzo del camion dei traslochi e mentre parlava stava provando a piegare un grosso cazzo duro, così da poter fare una pisciata anche lui. Se hai mai provato a fare pipì con una bella erezione, sai che cosa stava passando.
Entrambi abbiamo riso e con il ghiaccio rotto si è presentato come Carmelo. “Cosa darei per mettermi tra le sue gambe”, ha scherzato mentre usciva. Era davvero scioccato quando ho detto che poteva. Prima di tornare da Rosa, Carmelo e io abbiamo organizzato il nostro piano.
Invece di tornare alla macchina, dissi a Rosa che stavo per scoparla tra i cespugli e la guidai verso il parcheggio dei camion. Il camion di Carmelo era parcheggiato in un angolo tranquillo e l’ho appoggiata contro di esso e le ho tolto il vestito. “Che succede se arriva qualcuno?” Disse nervosamente guardandosi attorno, “che cosa ti preoccupa?” Dissi in tono cattivo, “un sacco di gente ha visto quello che hai da offrire, se qualcuno viene, devi solo fotterli”. Ormai le avevo le sue tette appese sopra il reggiseno e le sue mutandine attorno ad una caviglia. L’ho fatta venire con due dita sulla sua fica bagnata e proprio mentre veniva, le ho chiesto se voleva un altro cazzo. Naturalmente nel calore del momento lei disse di sì. “Allora gridalo” le ho detto. In solo più della sua normale voce, lei disse: “Vorrei un altro cazzo in questo momento”. Quello fu il segnale per Carmelo che saltò fuori dal camion e chiese se poteva aiutarla. Avreste dovuto vedere la sua faccia.
Ha cercato di afferrare il suo vestito e coprirsi, ma lo avevo messo fuori dalla portata e lei non aveva altra scelta se non quella di stare lì in piedi solo con le calze nere, reggicalze e tacchi alti mentre Carmelo le dava un’occhiataccia. Rimase lì ferma mentre Carmelo la palpava, passando le mani sulle tette, tastando il culo e giù fino alla sua fica. “Bella e succosa” disse infilando un paio di dita.
“Entriamo nel retro del camion,” disse Carmelo, “sarà più privato e confortevole”. Siamo saliti sul camion e abbiamo chiuso le porte. Carmelo accese una luce interna e fece un letto di fogli cartone. Fece distendere Rosa e le fece allargare le gambe. Stavo segando il mio cazzo mentre si divertiva a far scorrere le mani sulle calze, sopra la sua bella fica depilata e sulle sue tette. Rosa sospirò e iniziò a muovere il suo corpo in segno di incoraggiamento.
L’abbiamo messa a quattro zampe e l’ho scopata mentre lei succhiava il cazzo di Carmelo. All’improvviso, la porta si aprì e salì Corrado e Turi, i due aiutanti di Carmelo. “Porca puttana” esclamò Corrado, un giovane di 18 anni, “Carmelo rimorchiato una troia”. A questo punto ho sparato il mio carico. Turi, un ragazzo in gamba sulla quarantina ha semplicemente preso il mio posto e ha sfamato il suo cazzo nel buco di Rosa. Non è durato a lungo e ha aggiunto un secondo carico di crema alla sua fica già ben utilizzata.
Carmelo ha detto che era il suo turno ora e l’ha girata sulla sua schiena, “scopami” ha detto di nuovo Corrado, “voglio la tua bella fica pelata”. Carmelo si posizionò tra le sue gambe e infilò il suo grosso cazzo nel buco in attesa. Rimanemmo tutti in piedi e guardammo mentre lui si pompava lentamente dentro e fuori, concentrato, e aspettando ogni volta che lei raggiungesse un orgasmo. Poi ha cambiato posizione e si è sdraiato sotto, con Rosa sopra che cavalcava il suo cazzo come se da quello dipendesse la sua vita. “Ricordate quel film che abbiamo visto la scorsa notte” disse Carmelo agli altri due uomini, “sì” disse Corrado, “tutti e tre i buchi allo stesso tempo”. Carmelo la attirò a sé, stendendola sul suo petto, il suo culo si sollevò in aria e il suo cazzo si seppellì fino in fondo. Corrado si infilò dentro e prima che si rendesse conto di quello che stava succedendo stava sputando sul suo buco del culo e lavorandoselo con le dita. Rosa cercò di sedersi, ma Carmelo la teneva troppo forte.
Turi si fece avanti e afferrò i suoi capelli, sostenendola mentre infilava la sua verga in bocca. Corrado stava sostituendo le sue dita con il suo cazzo e io l’ho guardato mentre centimetro dopo l’ha infilato nel suo buco del culo. Rosa stava grugnendo e cercava di allontanarsi ma tutti e tre gli uomini la tenevano saldamente fino a che, con un’ultima spinta, Corrado fu completamente dentro. Che spettacolo, un uomo abbastanza vecchio per essere suo padre era sdraiato sulla schiena con questa ragazza in autoreggenti nere e tacchi alti seduta sul suo cazzo mentre un altro ragazzo aveva il suo cazzo sepolto nel suo culo e un terzo in bocca.
Mentre loro tre iniziarono a scoparla, fu il giovane Corrado che venne per primo, “oh cazzo,” urlò, “sto per riempirti il culo, cazzo, stronza”. Mentre si alzava, presi il suo posto. Anche se l’aveva appena riempita di sperma, era incredibilmente stretta e in pochi minuti stavo aggiungendo un altro carico. Carmelo e Turi vennero entrambi nello stesso momento e quando lei scese, aveva sperma che gocciolava da ogni orifizio.
Ho guardato i tre uomini scoparsela di nuovo per ore. Alla fine era distrutta ma pienamente soddisfatta anche se un po’ dolorante. Presi Rosa e la feci salire a fatica nella macchina, e ci siamo finalmente diretti verso casa.

1 risposta a Che Troia

  1. Bellissimo complimenti alla signora :)

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